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budoni


Diario


22 aprile 2011

OLBIA-TEMPIO, CARZEDDA PIETRO VITTORE noto PIETRO, ELEZIONI 15-16 MAGGIO 2011

 

CARO AMICO/A di " BUDONI" AI TUOI

CONOSCENTI  di OLBIA

FAI VOTARE PIETRO VITTORE CARZEDDA

noto  PIETRO

pietro 1L

 



 




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22 aprile 2011

OLBIA-TEMPIO, CARZEDDA PIETRO VITTORE noto PIETRO, ELEZIONI COMUNALI 2011

 

CARO AMICO di " BUDONI " AI TUOI CONOSCENTI  DI

OLBIA

FAI VOTARE PIETRO VITTORE CARZEDDA noto 

PIETRO

pietro 1L




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4 giugno 2010

PIETRO CARZEDDA CONSIGLIERE DELLA PROVINCIA OLBIA-TEMPIO RINGRAZIA

ImageFromDB[2]

Nell'impossibilità di farlo personalmente, ringrazio con tutto il cuore, quanti col proprio consenso ed altro sostegno, hanno contribuito sino ad ottenere uno straordinario successo che mi ha  collocato fra i più votati, alla elezione di consigliere Provinciale. Ringrazio anche chi non ha potuto per aver fatto scelte diverse perché Pietro Carzedda è il Consigliere Provinciale di tutti i cittadini indistintamente. Un augurio speciale sento di rivolgerlo al nuovo consiglio  della Provincia OLBIA-TEMPIO e al Presidente FEDELE SANCIU  che sarà in grado sicuramente, di tracciare una linea netta con il passato.

Sinceramente.

                                                                 PIETRO CARZEDDA




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6 maggio 2010

OLBIA-TEMPIO,PROVINCIA - PIETRO CARZEDDA VOTA E FAI VOTARE

pietro ca

 




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26 marzo 2010

OLBIA GALLURA, Auto sotto un camion: Perde la vita Maria Antonietta Maccioni, viveva a Tanaunella

 
da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 26 MARZO 2010

Auto sotto un camion: muore una donna Tragedia sulla quattro corsie.

Perde la vita Maria Antonietta Maccioni, viveva a Tanaunella

Fiat Ulisse si schianta contro un tir in sosta dopo l’esplosione di uno pneumatico

3 olb 260310

4 olb 260310 5 olb 260310

di STEFANIA PUORRO
 OLBIA. Un destino spietato. Una gomma che esplode, la Fiat Ulisse che impazzisce fino a disintegrarsi sotto un camion in sosta. Maria Antonietta Maccioni, 48 anni, che viveva a Tanaunella (frazione di Budoni), è morta ieri pomeriggio alle 16,30 sulla quattro corsie, a pochi chilometri da Olbia.
 La donna era diretta proprio a Olbia, doveva andare a prendere una delle figlie. Ma la sua vita si è spezzata tragicamente a poche centinaia di metri dal bivio per Trudda. Scioccato l’autista del tir, Carlo Bartolucci, originario di Pesaro. Si era fermato da poco in un’area di sosta per telefonare a un collega prima di raggiungere il porto e imbarcarsi sulla nave per Civitavecchia. Ha sentito un botto terribile, sulla sinistra, ha visto volare pezzi di carrozzeria. Ha immediatamente capito che cosa fosse successo. Ma non ha potuto fare nulla. La donna che si trovava al volante della macchina finita sotto il cassone del pesante mezzo, è morta sul colpo. Sul posto un’ambulanza del 118, i vigili del fuoco e gli uomini della polstrada di Siniscola, che si sono occupati dei rilievi dell’incidente.
 La dinamica, anche se le indagini sono ancora in corso, sembra comunque terribilmente chiara.
 Maria Antonietta Maccioni (titolare con i suoi familiari del ristorante “La Volpe” a Tanaunella), stava ormai per arrivare a Olbia, dove l’aspettava la figlia. All’altezza del bivio di Trudda, l’improvvisa esplosione della gomma posteriore destra. La donna non ha avuto nemmeno il tempo di reagire: sull’asfalto, infatti, non c’era nessun segno di frenata.
 La macchina si è schiantata prima contro un palo d’acciaio che sosteneva un cartello indicatore e, in mezzo secondo, ha continuato la sua corsa impazzita per pochi metri, sino a un’area di sosta, dove un autista aveva parcheggiato il suo mezzo pesante. E quel destino crudele ha voluto che la Fiat Ulisse andasse a schiantarsi proprio contro il camion fermo, riducendosi a un ammasso di lamiere contorte.
 Carlo Bartolucci si è precipitato subito sulla strada, non riusciva a credere a quanto fosse accaduto. Un altro automobilista di passaggio si è fermato, ha chiamato i soccorsi senza perdere tempo. Tutto inutile.
 Per Anna Maria Maccioni non c’era più niente da fare e l’équipe del 118 ha potuto soltanto constatarne il decesso.
 L’autista del camion (della ditta Mercantini Studio di Pesaro) che trasportava arredamenti per bar, si doveva imbarcare per Civitavecchia per poi raggiungere Pesaro. «Ma prima di arrivare al porto, ho deciso di fermarmi per telefonare a un collega. Ho quindi posteggiato in un’area di sosta. Dopo cinque minuti, la tragedia. Ho sentito un botto fortissimo sul lato sinistro, ho visto schizzare per aria parti di carrozzeria, ho guardato dallo specchietto retrovisore. Un incubo. Sono sceso, ho gridato aiuto. E’ stato tremendo».

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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 26 MARZO 2010

Oggi alle Salette l’ultimo saluto alla «principessa» Silvia

6 olb 260310OLBIA. E’ il giorno dell’addio. Dell’ultimo dilaniante saluto a Silvia Pirina, la “principessa” di 16 anni morta tragicamente, martedì pomeriggio, sull’orientale sarda. Schiacciata dalla ruota di un camion.
 Il corteo funebre si muoverà questa mattina alle 10,15 dal cimitero (dove ieri è stata fatta l’autopsia) e poi raggiungerà la chiesa delle Salette. I suoi compagni, insieme con gli insegnanti della scuola media “Armando Diaz”, hanno preparato cartelloni, lettere e messaggi dedicati a Silvia. Per ricordare una ragazzina piena di vita, solare, disponibile, che aveva sempre tenerezze e sorrisi da regalare a tutti. Ma con loro ci saranno tanti figli di Olbia, disperati, increduli.
 Il fidanzato di Silvia, Simone Pinducciu, 19 anni, studente, è riuscito a salvarsi, in quel terrificante incidente. E’ scioccato, non riesce ad accettare la morte della sua piccolina, il suo dolore è infinito.
 Il giovane era alla guida dello scooter azzurro, uno “Scarabeo”, travolto dal camion. Dietro di lui era seduta la sua Silvia, che lo stringeva forte. La giornata era tiepida e volevano fare una passeggiata in spiaggia. Ma al bivio per le Vecchie Saline, pochi chilometri a sud di Olbia sull’orientale sarda, il motorino è stato tamponato con un’incredibile violenza dal pesante mezzo, diretto alla discarica di Spiritu Santu. Un autospurgo della I&G Gallura guidato da Massimiliano Columbano, 37 anni, di Tempio, che continua a non darsi pace. L’autista, rappresentato dall’avvocato Jacopo Merlini, è stato già sentito dagli uomini della polizia stradale di Olbia ma forse, ad alcune domande, non potrà mai essere data una risposta.
 I segni di una lunga frenata sull’asfalto fanno pensare a un disperato tentativo di evitare a tutti i costi l’impatto. Ma non è servito: lo schianto è stato pauroso, i due ragazzi sono volati via. Una tragedia.
 Silvia Pirina è morta sul colpo. Il suo fidanzato si è salvato perché è finito su una cunetta ricoperta di erba.
 Simone Pinducciu non è stato ancora interrogato ufficialmente. Non è in grado di parlare, è troppo presto, il suo cuore è disintegrato, la sua testa scoppia per la disperazione. Avrebbe però detto di ricordare il camion alle sue spalle dal ponte di Padrongianus e poi, una volta arrivato al bivio per le Saline, di aver inserito la freccia per svoltare a sinistra (particolare, quest’ultimo, che invece non avrebbe visto l’autista dell’autospurgo). Poi, il buio totale.
 Quando Simone ha pronunciato ai soccorritori, lucido, le prime parole, ancora non sapeva nulla della sua Silvia. Non la vedeva, ma non sapeva che lei non ci fosse più. Ma è soltanto della sua fidanzatina che continuava a chiedere notizie una volta arrivato all’ospedale (da dove è stato poi dimesso). Alla fine glielo hanno dovuto dire: la sua principessa era volata in cielo. (s.p.)
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da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 26 MARZO 2010

L’Upc di Satta chiede spazio

Avanza la candidatura più decisa e dice no alle primarie

Situazione di stallo in attesa dei risultati delle regionali

di ENRICO GAVIANO

2 olb 2603101 olb 260310 OLBIA. Pausa di riflessione anche in Gallura, in attesa dei risultati delle elezioni regionali nella penisola. Il tavolo provinciale del centrosinistra si è fermato, ma alcune cose si muovono comunque. A cominciare dal tema delle primarie e delle candidature alla presidenza.
 Fra i partiti della coalizione, chi ha avanzato in maniera compatta e decisa la candidatura alla guida della Provincia è l’Upc di Antonio Satta. Un’idea lanciata nel tavolo regionale e ripresa anche in quello provinciale. Il partito dell’attuale vicepresidente provinciale ha un’altra posizione precisa: niente primarie, altrimenti corriamo da soli. Una contrapposizione netta rispetto a quello che pensa Pietrina Murrighile che, messa alla porta dai tavoli istituzionali dell’alleanza, pensa di rientrare dalla finestra giocandosi la carta delle primarie.
 «Aspettiamo con fiducia - dice lo stesso Antonio Satta -, saranno importanti le indicazioni regionali, che ci auguriamo facciano sintesi e dettino delle direttive valide per tutti. Altrimenti toccherà al tavolo provinciale raggiungere questa sintesi».
 Per quanto riguarda la sua eventuale candidatura, Satta per ora frena decisamente. «La proposta di un candidato del nostro partito - dice - è concreta, è stata fatta. Da qui a dire quale sarà il nome, però, ci corre. Faremo le nostre proposte e sentiremo con grande rispetto la parola degli alleati di coalizione».
 Ma un punto è fermo. Lo ribadisce il segretario provinciale Giorgio Spano. «L’Upc non intende passare dalle primarie - dice il coordinatore territoriale dell’Upc -. Pensiamo che si possa raggiungere un buon accordo sul nome del presidente da candidare, evitando di spaccare la coalizione in un momento in cui conta essere uniti al massimo».
 La candidatura dell’Upc ha preso consistenza anche perché l’Idv dovrebbe scegliere un proprio candidato in un’altra provincia, dopo la rinuncia (praticamente scontata) fatta dal parlamentare europeo Giommaria Uggias. Il quadro potrebbe ulteriormente evolversi a seconda delle scelte fatte dall’Udc e da Andrea Biancareddu, che ha in mano il pallino gallurese del partito di Pierferdinando Casini. Una candidatura di Satta potrebbe accelerare l’avvicinamento dell’Udc. E il Pd? Per ora ha visto la candidatura di Pierluigi Caria, consigliere regionale in attesa della soluzione della diatriba con Elio Corda. Proposta fatta dalla corrente minoritaria guidata da Antonio Perinu. Che si chiede perchè non debba essere il Pd a proporre il proprio candidato alla presidenza. Se non si arrivasse a un accordo, sarebbero davvero necessarie le primarie, che si svolgerebbero probabilmente il 18 aprile. Con un quadro, presumibilmente, molto disarticolato.

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26 marzo 2009

Budoni. 26 marzo 2009 Questa sera nuova seduta del Consiglio Il Comune congela Ici e Tosap

  

 da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 26 MARZO 2009

Budoni. Questa sera nuova seduta del Consiglio

Il Comune congela Ici e Tosap

La giunta presenta bilancio e piano delle opere pubbliche

24 bud 260309BUDONI. Nessuna sgradita sorpresa per i contribuenti sul fronte delle imposte: il consiglio comunale non ha variato le aliquote Ici, Tosap e quelle per le insegne e gli spazi pubblicitari, le stesse del 2002. Stasera, intanto, l’assemblea civica si riunirà in una nuova seduta, fissata per le 17.30. La giunta guidata da Pietro Brundu presenterà il suo primo bilancio di previsione. Tra gli altri punti, il programma triennale delle opere pubbliche e il conto consuntivo.
 Si parlerà ancora di tariffe. Questa volta, relativamente alla tarsu e alla mensa scolastica. Un consiglio che si preannuncia intenso, dunque, soprattutto sul punto che riguarda il bilancio. Nell’ultima seduta, l’assemblea aveva approvato una serie di regolamenti, da quello per l’Ici a quello per la nettezza urbana. «L’obiettivo - spiega il sindaco - è quello di disciplinare con strumenti adeguati le diverse materie, stabilire regole precise su come comportarci di fronte a certe situazioni». In merito all’Ici, ad esempio, dilaga l’abitudine di far passare per dimora abituale, una casa abitata esageratamente due, tre mesi: una prima casa che in realtà prima casa non è, eludendo così il pagamento dell’imposta comunale. Residenti furbi che il Comune vuole portare allo scoperto.
 Oltre ai regolamenti, tutti approvati all’unanimità (a esclusione di quello per l’Ici, sul quale si è astenuto il gruppo di minoranza di “Budoni per la libertà”), sono state approvate le aliquote Ici, Tosap, e quella per le insegne e la pubblicità, tutte rimaste invariate. L’imposta comunale sugli immobili relativa alla seconda casa rimane ferma al 7 per mille, si applicherà il 4 per mille nel caso in cui venga concesso un immobile a un familiare a uso gratuito. Previste, inoltre, agevolazioni per le imprese artigiane nei primi tre anni dall’inizio dell’attività produttiva (precedentemente, la detrazione si riferiva ai primi due anni), con una riduzione dell’imposta che va da un minimo di 200 a un massimo di 600 euro, in base all’importo da pagare. «In ogni caso - sottolinea il sindaco - il Comune andrà incontro alle imprese con eventuali rateizzazioni o pagamenti posticipati, se dovessero avere problemi nel pagamento. Siamo ben consapevoli del periodo di crisi».
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24 marzo 2009

BUDONI. Lavori pubblici. Dopo il nubifragio dello scorso novembre Aperto il cantiere comunale per il rifacimento degli argini

  

da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 24 MARZO 2009

Lavori pubblici. Dopo il nubifragio dello scorso novembre

Rio Budoni, operazione sicurezza

Aperto il cantiere comunale per il rifacimento degli argini

Il fiume è inserito come zona a rischio nel piano di riassetto idrogeologico dell’isola

23 budon 240309di TIZIANA SIMULA
 BUDONI. Attraversa la frazione di Berruiles, costeggia quella di San Silvestro e passa nel centro abitato del paese, un percorso lungo circa sei chilometri. Da mesi ormai, il rio Budoni, fiume principale del comune, è interessato da lavori di rifacimento dell’arginatura.
 L’intervento parte dalla zona Ponte fino ad arrivare al ponte di Salamaghe, un tratto lungo oltre un chilometro e mezzo». Il cantiere ha preso il via dopo il nubifragio di novembre ma con l’evento calamitoso non ha nulla a che vedere, essendo stato programmato dalla precedente amministrazione comunale guidata da Gianni Nieddu. L’obiettivo, comunque, è quello di mettere in sicurezza il fiume, inserito nel Pai, Piano di assetto idrogeologico, come zona a rischio. «L’arginatura - spiega il sindaco Pietro Brundu - consentirà di mettere in sicurezza il fiume ma anche di valorizzarlo dal punto di vista ambientale: questo, è quanto ci proponiamo di fare, considerando il Rio Budoni un’importante risorsa ambientale».
 Un fiume dal letto imponente, largo in media 35 metri, con argini alti 4 metri. L’opera complessiva è divisa in tre lotti, per un totale di spesa di 3 milioni e 500 mila euro: al momento, l’impresa appaltatrice (l’intervento è eseguito in subappalto da un’impresa vicentina), lavora al primo lotto, restyling per un milione e 500 mila euro.
 Ruspe e operai sono al lavoro già da tempo per creare delle sponde robuste dove il fiume possa scorrere in tutta tranquillità, anche nel caso di forti temporali. Quando ci fu il nubifragio, c’erano stati degli allagamenti all’entrata del paese, provocati dalla presenza di piante e detriti che ostruivano il normale deflusso del corso d’acqua. Così, l’assessore ai lavori pubblici Luciano Tuvoni e quello all’ambiente Loredana Meloni, diedero il via alla pulizia del Rio Budoni, dal confine con San Teodoro fino alla foce. «Si è provveduto al taglio delle piante consentendo al fiume di riprendere a scorrere regolarmente - spiega ancora il sindaco -, operazione che ha dato anche la possibilità alla popolazione di poter raccogliere la legna depositata ai lati del fiume. Oltre al Rio Budoni, sono stati interessati dai lavori di pulizia i canali principali. Per prevenire ulteriori allagamenti, sarà realizzato un canale di scolo che permetterà all’acqua che si riversa nel centro di Budoni di avere un veloce deflusso verso il fiume principale».
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4 febbraio 2009

OLBIA GALLURA Sindacalista della Cgil Giovanni Deiana.sotto processo: è accusato di tentata violenza privata

  
da L'Unione Sarda Mercoledì, 04 Febbraio 2009
tribunale
Sindacalista sotto processo: è accusato di tentata violenza privata
 

L'accusa è singolare e il processo farà sicuramente discutere. Il Tribunale di Olbia si occuperò oggi delle contestazioni mosse dal Pm Gianmarco Vargiu al sindacalista della Cgil Giovanni Deiana. Nel capo di imputazione, la sintesi di un episodio avvenuto quattro anni fa a Olbia. Deiana avrebbe rivolto queste parole ad un imprenditore con il quale aveva avviato una vertenza per mancato rinnovo di un contratto a tempo determinato: «Se non vuoi essere trascinata in Tribunale e perdere soldi e tempo, dacci quanto ti chiediamo e chiudiamo la questione». Parole, evidentemente, ritenute eccessivamente dure dall'interlocutrice di Deiana che ha segnalato la vicenda alla Procura della Repubblica. L'accusa per il sindacalista è quello di un tentativo di violenza privata. In altre parole, pressioni eccessive per ottenere il risultato cercato, ossia far avere una somma di denaro alla persona che veniva assistita dalla Cgil. Il fatto è che il destinatario della richiesta pressante, riteneva di non dover assolutamente nulla alla sua ex dipendente. Non solo, il datore di lavoro della persona che aveva visto non rinnovato il suo contratto, si era rivolta ad un commercialista per dimostrare che non vi era alcuna ragione per rimettere in discussione il tutto.
Il giudice dovrà sentire alcuni testimoni ed in particolare le persone che hanno assistito allo scambio di battute tra Giovanni Deiana e l'imprenditrice presunta vittima della sfuriata del sindacalista.
La somma richiesta per chiudere la vertenza, tra l'altro, era di poche centinaia di euro. Quanto bastava per evitare, almeno stando all'impostazione del pubblico ministero, una causa in Tribunale. L'accusa di tentata violenza privata riguarda, soprattutto, modi e toni utilizzati dal rappresentante della Cgil, stando all'impostazione del'accusa.
A. B.

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30 novembre 2008

Budoni, si contano i danni «ma non bastano gli interventi tampone» Dopo la pioggia spuntano le polemiche

  
 da La Nuova Sardegna DOMENICA, 30 NOVEMBRE 2008

Dopo la pioggia spuntano le polemiche

Budoni, si contano i danni «ma non bastano gli interventi tampone»

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di Tiziana Simula

BUDONI. Il sole di ieri ha fatto tirare un sospiro di sollievo ma gli occhi sono puntati ancora verso il cielo per il timore che possa iniziare nuovamente a piovere. Per la seconda volta in un mese, a Budoni, è calamità naturale. La pioggia torrenziale di tre notti fa, ha continuato l’opera distruttrice iniziata il 4 novembre, prendendo nuovamente di mira strade, ponti e infrastrutture già provate dal precedente alluvione. Ma insieme alla pioggia questa volta sono arrivate anche le polemiche.
 La nuova stima dei danni non è stata ancora fatta, domani i tecnici del Genio civile che già venerdì erano sul posto, ritorneranno per fare altri sopralluoghi insieme agli amministratori. «I danni finora subiti sono ingenti - spiega l’assessore ai lavori pubblici, Luciano Tuvoni -: i due milioni e mezzo di euro di danni stimati per l’alluvione del 4 novembre, riguardano solo gli interventi di ripristino, occorrerebbe un altro milione e mezzo di euro per effettuare i lavori più urgenti di arginatura di fiumi e di canali e di realizzazione di infrastrutture. Per risolvere il problema degli allagamenti non bastano gli interventi tampone, bisogna agire a livello di infrastrutture: occorre intercettare le acque piovane a monte della superstrada, dove ora avviene un effetto diga, arginare tutti i canali e ripristinare, dov’è possibile, il naturale corso delle acque spesso deviate dalle costruzioni. Per fare ciò, servono molti soldi. Oltre a uno studio idrogeologico del territorio di cui i progettisti incaricati di redigere il Puc si stanno già occupando».
 Del nuovo alluvione si è parlato venerdì in consiglio comunale. L’argomento non era all’ordine del giorno ma il sindaco Pietro Brundu ha informato l’assemblea della nuova dichirazione dello stato di calamità naturale. Ed è stata subito polemica da parte dell’opposizione. Il capogruppo di “Rinnovamento, chiarezza, crescita”, Giuseppe Porcheddu anche a nome del suo collega Renzo Oggianu (assente però alla seduta), ha abbandonato l’aula per protesta, dopo aver accusato l’amministrazione di immobilismo. «I danni materiali sono notevoli ma temiamo per l’incolumità delle persone - dice il consigliere -. Gli interventi fatti finora non hanno dato garanzie alla popolazione: bisogna intervenire con urgenza sul Rio Budoni, dal confine con San Teodoro fino al centro del paese e pulire tutti i canali. Non abbiamo visto azioni tempestive». Accuse rigettate dall’amministrazione. «L’80% dei corsi d’acqua sono stati già puliti dalle imprese a cui abbiamo affidato l’incarico dopo il 4 novembre, e alla pulizia stanno provvedendo anche gli stessi cittadini. Abbiamo fatto tutti i passi che si dovevano fare».
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29 novembre 2008

BUDONI «È una nuova calamità naturale»

  
da La Nuova Sardegna SABATO, 29 NOVEMBRE 2008

Paura a Budoni e a San Teodoro: «È una nuova calamità naturale»

31 budoni 291108di TIZIANA SIMULA
 BUDONI. L’emergenza è scattata di nuovo nel centro budonese, flagellato per la seconda volta nel giro di tre settimane dal maltempo. L’amministrazione comunale ha deliberato già da ieri mattina lo stato di calamità naturale, provvedimento che era stato proclamato anche il 4 novembre scorso, quando i danni erano stati stimati in due milioni e 500 mila euro.
 La pioggia torrenziale ha continuato a danneggiare strade, ponti, e infrastrutture già messe in ginocchio dal precedente alluvione mentre numerosi sono stati gli allagamenti nelle cantine, nei cantieri di lavoro, nei campeggi e nelle attività commerciali. L’entità dei danni comunque è meno grave, anche per via dei lavori di pulizia dei canali avviata dal Comune. Questa volta il Rio Budoni ha concesso una tregua scorrendo tranquillo nel suo letto, in via Nazionale, invece, la situazione è rimasta immutata e la strada si è completamente allagata, così come la via che porta al mare. «Verso le tre, le quattro del mattino la quantità di pioggia era incredibile - spiega il sindaco Pietro Brundu -, se avesse continuato così l’emergenza sarebbe stata peggiore della volta scorsa. Per fortuna verso le sette ha smesso, limitando i danni».
 In mattinata, gli amministratori hanno effettuato i sopralluoghi per verificare i danni subiti, cosa che proseguirà oggi con l’intervento dei tecnici del Genio civile. Del nuovo alluvione si è parlato anche ieri sera durante i lavori del consiglio comunale. Di certo, la frequenza con cui si stanno verificando le ondate di maltempo sta mettendo a rischio gli interventi di ripristino già effettuati o ancora in corso da parte del Comune. «Miriamo a interventi risolutivi e non tampone», ribadisce il sindaco, motivando la nuova richiesta di calamità naturale.
 Il temporale ha colpito anche San Teodoro. A farne le spese, le frazioni già danneggiate dal precedente alluvione. Il Rio San Teodoro è strarippato negli stessi punti dove il fiume aveva rotto gli argini la volta scorsa: nei pressi della Cinta, ha esondato nuovamente oltrepassando la strada e raggiungendo la laguna. Pietre e terriccio hanno creato problemi alla viabilità in diverse frazioni, in particolare a Franculacciu. Sia a Budoni che a San Teodoro le linee telecom sono andate in tilt, rimanendo isolate fino al pomeriggio.
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